Senza ombra di dubbio, se dovessi scegliere una sola parola per rappresentare il mio 2025, per sintetizzare davvero questi dodici mesi, quella parola sarebbe “equilibrio“
Indice
Il cammino verso l’equilibrio
L’equilibrio è un concetto che ho “rincorso con calma” negli ultimi dodici mesi. Non in modo ossessivo, non come un obiettivo da raggiungere a tutti i costi, ma come una direzione verso cui tendere.
Ho iniziato l’anno con l’idea di riequilibrare me stesso: la mia persona, le mie passioni, il mio lavoro.
Ora che questi dodici mesi sono passati, sento che è arrivato il momento di raccontare questo percorso. Un percorso che ha a che fare con la crescita personale, con la scienza, ma anche con le mie passioni più profonde: la lettura e la musica, su tutte.
Un percorso che inizia lontano
Per spiegare davvero cosa rappresenta per me questa “parola dell’anno”, però, devo partire un po’ da lontano.
A inizio anno mi sono ritrovato a fare i conti con me stesso. Negli ultimi anni la mia vita è stata attraversata da una serie di eventi e di situazioni molto positive, che mi hanno dato uno slancio enorme. Ma questo percorso non nasce nel 2025: parte da lontano, dal 2019.
Il 2019 è l’anno in cui decido di iniziare a fare contenuti online, di raccontare la scienza, ed è anche l’anno in cui mi iscrivo a un master professionalizzante. Un master che mi avrebbe permesso di provare a intraprendere una carriera lavorativa, cosa che poi, di fatto, è successa.
Negli anni successivi apro un canale dedicato alla lettura, Leggo dunque sono. Nel 2022 inizio la relazione della mia vita, una relazione che porto avanti ancora oggi e che col tempo è diventata la mia quotidianità, la mia normalità.
Apro poi la partita IVA. Cominciano a spuntare i primi peletti bianchi, barba e capelli… e a dirla tutta inizio anche a perdere qualche capello. Divento ufficialmente un adulto, come racconto anche nella “biografia per chi ha tempo” sul mio sito web.
Ah sì, “equilibrio” è la mia parola dell’anno anche perché, finalmente, dopo aver costruito il mio sito web sono riuscito a fare ordine nei miei pensieri, nella mia vita lavorativa e sono riuscito a trovare la tranquillità dove prima c’era il caos.
Dal caos all’ordine | Immagine generata con AI
Negli anni continuo a lavorare sempre nel mondo dei social e della comunicazione scientifica, ma per realtà diverse, in modalità diverse: per il 90% in remoto, per altre in presenza, lontano da casa, affrontando viaggi lunghi, centinaia di chilometri al giorno. Una situazione tutt’altro che semplice da gestire.
Tutto questo ha creato dentro di me un turbinio di emozioni e pensieri che, inevitabilmente, ha scombussolato la mia mente. E non solo quella: anche il mio fisico.
Nel 2021 intraprendo un percorso alimentare importante che mi porta a perdere 15 chili, a diventare normopeso e, soprattutto, a fare pace con alcune parti del mio corpo. Inizio a guardarmi allo specchio con meno durezza.
Nel frattempo continuo a lavorare, a leggere tantissimo, a costruire quella che oggi è diventata la mia biblioteca personale, fatta di migliaia di volumi. Inizio a dedicarmi sempre più seriamente anche alla musica.
Quando il troppo storpia
Ed è qui che arriviamo all’elemento portante di tutto il discorso. Strati su strati. La mia persona era diventata quasi un sandwich troppo pieno, troppo compresso. E tutto questo, a un certo punto, ho iniziato a viverlo con grande difficoltà.
Così nel 2024 mi sono detto una cosa molto chiara: il 2025 deve essere l’anno dell’equilibrio. Un anno in cui sottrarre, non aggiungere. Fare meno, ma farlo meglio.
E questa scelta si è riflessa in tantissimi aspetti della mia vita.
Il 2025 è stato l’anno in cui ho detto no a determinate situazioni lavorative, perché avevo finalmente l’esperienza per riconoscere quelle tossiche. Situazioni che forse mi avrebbero fatto guadagnare qualcosa in più a fine mese, ma che mi avrebbero tolto la salute.
È stato l’anno in cui ho smaltito tantissime letture accumulate negli anni, accettando anche di leggere meno per godermi di più il percorso.
È stato l’anno in cui ho ricercato un equilibrio fisico: attività regolare, passeggiate all’aria aperta, sport vissuto come cura e non come punizione.
Mi sono imposto una sorta di terapia personale: le registrazioni vocali, il buttare fuori i pensieri, il journaling settimanale. Ne ho già parlato qui.
È stato anche l’anno dell’equilibrio nella musica: esercizio costante, quotidiano, soprattutto sulla mia mano sinistra, il mio lato debole da batterista.
Le regole alla base del cambiamento
All’inizio dell’anno mi sono dato delle regole, ma non regole ferree. Non “devo fare questo perché devo”, ma “faccio questo perché voglio stare meglio”.
Volevo arrivare alla tranquillità. Volevo riequilibrare me stesso. E oggi, arrivato alla fine dell’anno, credo sinceramente di esserci riuscito.
Paradossalmente, proprio rallentando, sono riemerse emozioni che pensavo di aver perso. Emozioni che mi hanno permesso di guardare indietro, capire dove alcune cose si erano spente e dove altre si erano accese.
Tutto questo è stato possibile togliendo: troppo lavoro, troppo sport, troppe letture, troppi pensieri, troppe preoccupazioni.
Ho provato a riequilibrare i campi fondamentali della mia vita. Una vita condivisa con un’altra persona, con la mia famiglia, una vita fatta di cose belle e di difficoltà.
Una nuova consapevolezza e nuove soddisfazioni
E arrivo a fine anno con una soddisfazione profonda: equilibrio è davvero la parola del mio 2025.
Me lo sono ripetuto spesso: “Luì, cerca l’equilibrio, ma fallo con gentilezza, soprattutto verso te stesso”.
Ed è proprio la gentilezza verso me stesso, insieme alla gratitudine verso la vita, che mi ha permesso di arrivare a dicembre in un punto molto diverso da quello di gennaio.
Il percorso non è finito, anzi. È ancora tutto da costruire. Ma oggi mi sento una persona più equilibrata. E non era facile, perché gli strati erano tanti, troppo compressi.
Ho lasciato fare al tempo, alle giornate infinite e a quelle leggere.
Ora davanti a me c’è il 2026: un anno che avrà le sue gioie e le sue difficoltà, ma con una speranza chiara. Che sia equilibrato, così come lo è diventato il 2025.
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