Come giudico un manga è una domanda che mi sono posto spesso nel corso degli anni. In questo articolo voglio condividere con voi i miei criteri personali, frutto di esperienze di lettura che spaziano dai grandi classici ai titoli più recenti. Su questo blog (e sul mio canale YouTube Leggo dunque sono) parlo regolarmente delle mie letture e di ciò che mi colpisce di più. Nel tempo ho definito cinque domande fondamentali che mi aiutano a valutare un manga in modo consapevole.
Indice
La prima cosa che noto: la copertina e i disegni
La mia valutazione inizia dalla copertina: l’aspetto grafico e la veste del prodotto contano molto. Spesso la scelta di iniziare una lettura nasce proprio dall’attrazione visiva, come accade con serie come Fullmetal Alchemist, la Deluxe Edition di Dragon Ball, The Seven Deadly Sins o Shaman King. Dopo l’esterno, passo subito ai disegni interni. Sono legato a un certo tipo di tratto e lo stile artistico influenza fortemente il mio giudizio. Un esempio? Alla mia prima lettura de L’Attacco dei Giganti, lo stile acerbo di Hajime Isayama mi colpì… ma non in positivo. Con il tempo ho imparato ad apprezzarlo per ciò che racconta.
Trama e personaggi: un equilibrio 50/50
Per me, trama e caratterizzazione dei personaggi sono ugualmente importanti. Una storia solida con protagonisti ben costruiti ha sempre una marcia in più. Alcuni manga, come Blue Giant di Shinichi Ishizuka, mettono la crescita personale del personaggio al centro, rendendo la trama quasi un contorno.
Il comparto grafico
Pur non considerandomi un esperto tecnico, riconosco il valore dello stile artistico, della regia delle tavole e del character design. Alcune opere mi risultano più ostiche proprio per l’organizzazione delle tavole, ma il comparto grafico resta un elemento importante, anche se non il fattore decisivo per il giudizio finale.
Cosa mi fa continuare o abbandonare un manga
Un tempo non riuscivo ad abbandonare le letture, oggi invece lascio andare senza rimpianti ciò che non mi appassiona. Il criterio è semplice: se leggere diventa uno sforzo, preferisco fermarmi. A volte metto un’opera in pausa per riprenderla in un momento più adatto, senza ansia di completare tutto subito.
Generi e autori che influenzano il mio giudizio
Sono ancora legato al genere shonen, pur avvicinandomi sempre più ai seinen. Autori come Akira Toriyama hanno segnato il mio modo di intendere la narrativa, proprio come J.K. Rowling o Dan Brown hanno fatto in ambito letterario. Inevitabilmente, opere del passato influenzano il mio sguardo sul presente, anche se cerco di non cadere in paragoni diretti.
Conclusione
I miei criteri di valutazione non sono fissi: cambiano con il tempo, le nuove letture e le competenze che acquisisco. Come giudico un manga oggi potrebbe essere diverso da come lo giudicherò tra qualche anno, ma questo è il bello della lettura: è un viaggio in continua evoluzione.
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