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Uscire dalla tempesta: 3 strategie per ritrovare la calma mentale

Oggi voglio raccontarvi la mia esperienza, un episodio personale nato da un momento complicato che mi ha permesso, anche abbastanza all’improvviso, di uscire da una tempesta interiore durata anni.

Indice

  1. Una tempesta silenziosa
  2. Passeggiare nella natura (senza distrazioni)
  3. Il potere del journaling (scrivere per ritrovarsi)
  4. Registrare la propria voce (e riascoltarsi)
  5. Un percorso personale, ma replicabile
  6. Un po’ di bibliografia utile

Una tempesta silenziosa

Il periodo che ho attraversato non è stato fatto solo di tristezza. È stato, invece, più subdolo: un’apatia costante, l’incapacità di provare emozioni forti (né positive né negative) intervallata da momenti più rumorosi e caotici. Una tempesta silenziosa alla quale, col tempo, mi ero abituato. Con questo articolo voglio condividere con voi tre piccole strategie che mi hanno aiutato a ritrovare me stesso. Nel breve periodo sembravano poco efficaci ma nel lungo termine hanno fatto la differenza.

Passeggiare nella natura (senza distrazioni)

La prima strategia è proprio quella che stavo facendo mentre registravo questo video: passeggiare nella natura. Camminare all’aria aperta, immerso nel verde, senza cuffie, senza musica, senza podcast.

Sono cresciuto facendo passeggiate con mio padre. Poi, negli ultimi anni, ho un pochettino mollato. Nel 2024 ho iniziato piano piano a riprenderla. E nei primi sei mesi del 2025 è diventata una routine fondamentale. Vivere in un piccolo paese di circa 400 persone, immerso nella pace di un’area interna, mi ha aiutato: qui ho tutto ciò di cui ho bisogno— natura e tranquillità.

La scienza, tutto sommato, pare darmi ragione: camminare fa bene al corpo ma soprattutto fa bene alla mente

Camminare nella natura attiva il nostro sistema di vigilanza. I rumori dell’ambiente ci obbligano a prestare attenzione, ad ancorarci al presente. E questo, sul lungo periodo, stimola circuiti neurali fondamentali per il benessere psicologico.

Il potere del journaling (scrivere per ritrovarsi)

La seconda abitudine è il journaling, cioè tenere un diario. Non scrivo ogni giorno, ma una volta a settimana. Lo faccio da gennaio 2024, e questo mi ha cambiato profondamente.

Scrivere infatti mi ha aiutato a:

  • mettere ordine nei pensieri
  • fare il punto della situazione
  • rileggere me stesso da fuori, con uno sguardo più oggettivo

Da sempre sono una persona che pensa troppo ma scrivere mi ha dato lo spazio mentale che mi mancava. I benefici sono stati enormi: ho ritrovato chiarezza, calma, concentrazione. E questo ordine si è riflesso anche nella mia vita lavorativa, nella creazione di contenuti e nella vita privata.

Registrare la propria voce (e riascoltarsi)

La terza strategia è nata per caso… ed è stata potentissima: registrare vocalmente i miei pensieri. Nel 2024 ho iniziato a usare il registratore dello smartphone, specialmente durante l’estate, mentre passeggiavo la sera dopo giornate di lavoro intense. A inizio 2025 ho riascoltato quelle registrazioni. E lì è successo qualcosa.

In una di esse sentivo solo il canto di alcuni uccelli, caratteristici della zona collinare in cui vivo. Quel suono ha riattivato nella mia mente una serie di emozioni dimenticate. Come un interruttore che si riaccende. Mi sono reso conto che quella tempesta mentale durava da anni. E che mi ero abituato a viverla, senza ricordarmi più come stavo prima. Quelle registrazioni mi hanno aiutato a ritrovare il mio equilibrio. Mi hanno riportato a quel Luigi Pio che credevo perduto.

Un percorso personale, ma replicabile

Questo articolo è soprattutto una confessione. Non ho soluzioni universali, ma voglio dirti una cosa: Queste 3 abitudini hanno riacceso qualcosa in me. Camminare, scrivere, riascoltarsi. Sono strumenti semplici, ma profondi. E se hanno aiutato me, forse possono aiutare anche te. Provale. Sperimenta. Perché ritrovarsi si può.

Un po’ di bibliografia utile

Effect of Nature Walks on Depression and Anxiety: A Systematic Review
https://www.mdpi.com/2071-1050/13/7/4015

Effectiveness of nature-based walking interventions in improving mental health in adults: a systematic review
https://link.springer.com/article/10.1007/s12144-023-05112-z

A Systematic Review and Meta-Analysis of Nature Walk as an Intervention for Anxiety and Depression
https://www.mdpi.com/2077-0383/11/6/1731

Efficacy of journaling in the management of mental illness: a systematic review and meta-analysis
https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC8935176

Journaling about stressful events: Effects of cognitive processing and emotional expression
https://link.springer.com/article/10.1207/s15324796abm2403_10

Articolo realizzato con l’aiuto di molteplici AI. Scopri qui come realizzo i miei contenuti online con l’aiuto dell’intelligenza artificiale.

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