Chi mi segue da un po’ lo sa: negli ultimi tempi ho iniziato a vivere la lettura in modo diverso. Ho ridimensionato questa passione, e oggi voglio condividere con voi una riflessione importante, voglio condividere la mia nuova filosofia di lettore: tra essenzialismo e consapevolezza.
Indice
Un nuovo modo di leggere (e vivere)
Siamo quasi a metà del 2025, ed è naturale iniziare a tirare le prime somme, a fare i primi bilanci. All’inizio dell’anno vi avevo parlato di un mio desiderio: rimodulare il mio rapporto con la lettura. Negli ultimi anni, infatti, ho letto tantissimo — forse anche troppo — e per leggere tanto… ho anche comprato tanto. A un certo punto, però, qualcosa è cambiato: ho iniziato ad adottare una nuova filosofia, una che non riguarda solo la lettura, ma anche altri aspetti della mia vita. Non ho ancora definito bene tutto, ma se dovessi darle un nome, la chiamerei “essenzialismo” e la distinguo volutamente dal minimalismo.
Essenzialismo, non minimalismo
Non si tratta solo di leggere poco o pochissimo. Il punto non è “meno è meglio” a tutti i costi, ma piuttosto:
leggere ciò che è essenziale per la mia vita, ciò che mi arricchisce davvero.
Questa riflessione mi ha portato a fare scelte importanti, a cominciare proprio dalla mia libreria.
Quando vendere diventa liberatorio
Già nel 2024 avevo iniziato a vendere alcuni manga che non sentivo più “miei”: Boruto, Demon Slayer, Naruto Saga, edizione “Gazzetta di Dragon Ball, Let’s Haikyuu e Haikyuu Club. NIn questi primi mesi del 2025 ho continuato e ho lasciato andare altre due opere, tra cui L’attacco dei giganti. Una decisione che mi è pesata, perché ho adorato quella storia ma sapevo che non l’avrei più riletto. Ho venduto anche Soul Eater, un’opera che ho completato quasi per forza, preso dalla fretta e dall’ansia di finirla. Il risultato? Quelle opere, fisicamente presenti nella mia libreria, mi trasmettevano un vero e proprio disagio visivo. E quel disagio si rifletteva anche nella mente: provavo ansia nel vederle nella mia libreria e sono arrivato alla conclusione che avrei dovuto prendere una scelta: lasciarle andare e scoprire cosa sarebbe successo.
La lettura non è un obbligo
Ecco perché dico che la lettura deve rimanere una passione, non una costrizione. Ho capito che aggiungere queste opere vendute a quelle già eliminate mi ha reso più tranquillo, più sereno. Questa nuova filosofia mi ha portato a fare tagli drastici anche in altri ambiti. Sto tagliando, giorno dopo giorno, i rami secchi, tutte quelle cose che mi portavo dietro da anni e che erano diventate un peso. Certo, parliamo pur sempre di fumetti e libri… ma è un inizio. E sta funzionando.
Una libreria che mi rappresenta
Oggi voglio conservare solo ciò che mi rispecchia davvero, che un domani potrei voler rileggere. Questo non vuol dire che venderò tutto, anzi: ci sono opere che amo, altre meno, ma ciò che resta ora nella mia libreria… sono io.
In questo momento, per esempio, sto leggendo molto Urasawa. Le sue opere mi parlano, e sento che potrei rileggerle in futuro. Magari non tutte, magari non subito, ma averle accanto mi fa sentire bene.
Il potere della “potatura”
Questa potatura mi sta aiutando tantissimo. C’è un concetto, ripreso da Harry Potter, che descrive bene la mia vita attuale:
Alle scale di Hogwarts piace cambiare
La mia vita è così: sempre in continuo mutamento. Non riesco a essere statico, e questo si riflette anche nelle letture, nei libri che scelgo di tenere o di lasciar andare.
Una riflessione condivisa
Volevo condividere tutto questo con voi perché credo sia una riflessione profonda. Un percorso di introspezione che nasce dalla lettura ma va molto oltre. Spero che anche voi abbiate vissuto qualcosa di simile, o che ci stiate passando. Perché è bello riscoprirsi anche così.
La lettura è un motore potente, ma non deve mai prendere il sopravvento su di noi.
Articolo realizzato con l’aiuto di molteplici AI. Scopri qui come realizzo i miei contenuti online con l’aiuto dell’intelligenza artificiale.