Nel corso del tempo mi sono spesso chiesto: è meglio leggere tanto o leggere meglio? È una domanda che può sembrare semplice, ma che nasconde un mondo di riflessioni. Oggi voglio condividere con voi la mia risposta personale, nata dopo anni di tentativi, esperimenti e cambi di rotta nel mio approccio alla lettura
Indice
Cosa significa “leggere meglio”?
La mia risposta, ormai consolidata, è chiara: preferisco leggere meglio piuttosto che leggere tanto. Ma cosa significa esattamente “leggere meglio”? Per me leggere meglio vuol dire:
- Leggere più lentamente
- Scegliere letture mirate
- Approfondire i contenuti
- Riflettere su ciò che leggo
- Collegare le nuove informazioni a quelle già acquisite
Perché ho abbandonato la lettura veloce
Nel tempo ho provato diverse tecniche di lettura veloce. Il risultato? Poche soddisfazioni. Sì, riuscivo a leggere molti più testi, ma digerivo male i contenuti (anzi, non lo digerivo affatto). Alla fine, quello che mi restava in mente era solo un 10-15% del materiale letto. E, capite bene, per me non era abbastanza.
Ho quindi deciso di rallentare, cambiare approccio e dedicarmi a una lettura che fosse più riflessiva e attenta ai dettagli piuttosto che alla quantità.
La lettura è un atto di consapevolezza
Quando leggo un libro, mi piace fermarmi, riflettere, creare connessioni mentali. È un processo attivo che mi aiuta a comprendere davvero il significato di ciò che l’autore vuole comunicare. Girare sempre con dei post-it e una matita che accompagnano un libro nello zaino è ormai un’abitudine. Molto di più rispetto a quanto facessi negli anni addietro.
Con i fumetti, questo processo è sicuramente meno intenso perché considero la loro lettura un po’ più “passiva”. Ma con i libri no: sento quasi un senso di riverenza nei loro confronti. Per me, leggere un libro significa anche ascoltare chi lo ha scritto e cercare di carpire quel messaggio profondo che l’autore/autrice vuole comunicare.
Un metodo che ha radici profonde
Questo mio approccio non nasce per caso. Ho imparato il valore della lentezza e della qualità studiando la batteria, fin dal lontano 2007 (ti racconto la mia storia con lo studio della musica in questa sezione del sito). Dopo 17 anni di pratica, ho capito che fare poco ma farlo bene è un metodo vincente, nella lettura così come in ogni altra attività della vita quotidiana.
Applicando lo stesso principio ai libri, mi concentro su pochi titoli, ma cerco di assimilarli davvero, riflettendo su ciò che leggo anche a distanza di anni.
Non tutto va incastrato: la lettura ha bisogno del suo spazio
Oggi non sento il bisogno di incastrare la lettura in ogni minuto libero. Preferisco ritagliarmi del tempo vero, di qualità, per leggere con calma. In un mondo che ci bombarda di stimoli e informazioni, la lettura lenta è un atto di resistenza, un modo per tornare a essere presenti. Che si tratti di cinque, dieci, venti o trenta minuti poco importa: è necessario avere il giusto tempo e sfruttarlo nel migliore dei modi senza la frenesia di doverlo fare per portare “il compito a casa”.
Vivere meglio la lettura
Non ho la pretesa di insegnare nulla a nessuno. Quello che condivido è solo un punto di vista, una testimonianza personale. Ma se anche tu ti sei fatto questa domanda, se anche tu senti che leggere lentamente ti dà più soddisfazione, allora sappi che siamo sulla stessa lunghezza d’onda.
Articolo realizzato con l’aiuto di molteplici AI. Scopri qui come realizzo i miei contenuti online con l’aiuto dell’intelligenza artificiale.