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Solomon Shereshevsky, l’uomo che non poteva dimenticare

Alcune persone possiedono delle abilità mnemoniche straordinarie. Esiste però un caso molto ben documentato di un soggetto con una memoria sconvolgente, descritto dallo psicologo russo Alexander Luria. Stiamo parlando di Solomon Shereshevsky che, per comodità, chiameremo S.

Negli anni ‘20 del XX secolo S. si recò da Luria per farsi visitare: iniziava così uno studio che sarebbe durato ben 30 anni e raccolto all’interno dell’opera “The mind of a mnemonist”.

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Luria cominciò a somministrare liste di parole, numeri o sillabe senza senso ad S. e la modalità d’ esercizio era semplice: Luria leggeva e S. doveva ripetere. Con grande sorpresa dello psicologo russo, il soggetto riusciva a superare tutte le prove di fronte alle quali era posto. Era in grado di ripetere addirittura 70 parole in qualsiasi ordine ( di presentazione, all’indietro o anche casuale). La cosa più straordinaria fu la risoluzione di un test sulla lunga durata: S., infatti, fu in grado di ricordare parole lette 15 anni prima.

Chiedersi come riuscisse a fare una cosa del genere è più che lecito.

S. descrisse una serie di fattori che potrebbero aver contribuito alla sua grande memoria. Uno di questi era rappresentato dalla sua risposta sensoriale “inusuale” agli stimoli: riusciva a trattenere vivide immagini mentali di ciò che vedeva. Se gli si mostrava una tabella di 50 numeri, sosteneva che gli era facile ripeterli per righe o per diagonali semplicemente perché aveva in mente una forte immagine visiva dell’intera tabella.

Quando si rese conto delle sue forti abilità lasciò il lavoro di giornalista e iniziò ad esibirsi in spettacoli come mnemonista (clicca qui per approfondire la mnemotecnica).

Durante i suoi spettacoli, S. confessò di utilizzare trucchi di memoria oltre alle sue ben note capacità mnemoniche. Per ricordare una lunga lista di stimoli infatti si avvaleva del fatto che ogni stimolo evocava una sorta di immagine nella sua mente. A questo punto immaginava di camminare lungo una strada della propria città. Man mano che riceveva gli stimoli lui ne piazzava l’immagine mentale lungo il percorso. Per rievocare poi gli stimoli immaginava di ripercorrere lo stesso itinerario e di raccogliere le immagini che aveva posto in ogni punto del percorso.

Tutto ciò, però, non rappresentò sempre un vantaggio per S. Negli anni la sua memoria gli giocò brutti scherzi e non era in grado, per esempio, di seguire con lucidità una storia che gli veniva letta.
Faceva difficoltà a riconoscere i volti delle persone perché ogni volta che cambiava l’espressione facciale sul viso del suo interlocutore nella sua mente era come se si susseguisse un “esplosione continua di immagini”.

S. ebbe problemi anche durante le sue esibizioni da mnemonista soprattutto durante le prove nelle quali gli era richiesto di ricordare cose scritte alla lavagna. Nella sua mente, difatti, vedeva tante cose scritte in occasioni precedenti. Nonostante i tentativi di dimenticare ciò che aveva scritto (anche cancellando mentalmente la lavagna) nessuno di questi trucchi funzionò.

Che strana la memoria del signor S., l’uomo che non poteva dimenticare.

Fonte immagine: samuelecorona.com

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