Vista, udito e tatto: generatori della fabbrica delle illusioni

A tutti è capitato, almeno una volta nella vita, di credere di aver visto qualcosa che in realtà non c’era. Un fenomeno, questo, che prende il nome, di illusioni sensoriali. Un processo che, tra l’altro, nasce dallo stesso meccanismo che è in grado di potenziare la percezione e che, per esempio, ci permette di riconoscere un volto in mezzo ad una folla di persone.

Riconoscere un volto “amico” all’interno di una folla di persone non è un’ azione banale come siamo abituati a percepirla.

Questo meccanismo, descritto sul Journal of Neuroscience ( link alla fine dell’articolo), consiste nella capacità della vista di sintonizzarsi con l’udito ed il tatto ed è stato scoperto dalla ricerca coordinata da Vincenzo Romei, dell’ Università di Bologna, e condotta con le università di Chieti e Pescara, quella britannica dell’ Essex e quella spagnola di Spagnola di Nebrjia.

I ricercatori hanno infatti verificato che, nel cervello, la percezione visiva si sintonizza sulla stessa lunghezza d’onda del sistema uditivo e di quello tattile, andando ad ottimizzare la percezione e rendendola, quindi, più efficace.

Affidarsi a degli sensoriali diversi è importante perché nella vita quotidiana siamo continuamente stimolati da un gran numero di informazioni da filtrare, selezionare e organizzare per riuscire a dare un senso all’esperienza cosciente.

Paper di riferimento: https://www.jneurosci.org/content/early/2019/05/20/JNEUROSCI.3184-18.2019

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