Che valore ha la lettura nella mia vita? Questa è una domanda che mi sono posto tante volte nel corso degli ultimi anni, anni durante i quali ho letto tantissimo, ho trascorso centinaia di ore seduto con libri e fumetti tra le mani, vivendo avventure, scoprendo storie e imparando tante cose nuove. È arrivato il momento di rispondere e, per farlo, come al solito, ci prendiamo il giusto tempo.
Indice
Introduzione
Lettrici e lettori benvenuti di nuovo da queste parti. Per chi non dovesse conoscermi, io sono Luigi Pio e vi racconto del mio personale rapporto con una passione che accomuna tanti di noi e che ci permette di vivere molte più vite di quanto riusciremmo a vivere se decidessimo di non dedicarle un tempo adeguato, giusto per parafrasare un certo Umberto Eco, non so se vi suona familiare questo nome.
Chi approda da queste parti noterà sicuramente, oltre al mio faccione, il nome del canale YouTube: Leggo dunque sono. Potrebbe risultare banale quindi andare oltre, dare dettagli in più su un concetto che scelsi e adattai a suo tempo per raccontare questa mia passione online.
Non mi sono mai nascosto dietro a un dito e ho sempre ribadito a gran voce che, per me, ciò che leggiamo plasma la nostra visione del mondo, ci permette di allargare i nostri orizzonti, di vivere situazioni che, altrimenti, non potremmo mai affrontare e ci permette, cosa più importante fra tutte, di toccare con mano visioni della vita e punti di vista diversi dai nostri.
Dopo anni, però, sento forte l’esigenza di parlarne meglio e di raccontarvi, con un video leggermente più strutturato del solito, il valore che dò alla lettura nella mia quotidianità.
I miei primi ricordi
Per fare una panoramica completa dobbiamo però voltarci e andare a scavare lì, nel mio passato, dove tutto è iniziato. Come raccontato più volte ci sono due ricordi che segnano, nella mia mente, i momenti in cui la lettura si è presa uno spazio nella mia testa (e nel mio cuore).
Il primo si colloca nell’agosto del 2000 quando, ad appena otto anni, ricevetti in regalo da mio padre il volume numero 27 della deluxe edition di Dragon Ball. Un numero che segnerà letteralmente la mia vita (e non solo perché, proprio in quel numero, possiamo assistere alla trasformazione più iconica del mondo fumettistico o quantomeno di quello nipponico).
Oltre a restare incantato dal modo in cui Goku squarciò il velo della leggenda del “guerriero più forte dell’universo” ciò che mi restò di quella sera fu il divorare le pagine una dopo l’altra: fu come se il tempo si fosse fermato per darmi la possibilità di vivere e toccare con mano una storia.
Il secondo momento è, invece, da collocare qualche anno più tardi, nel dicembre del 2002 quando, in occasione del Natale, ricevetti in dono Harry Potter e la pietra filosofale. Un libro che avrebbe cambiato per sempre il mio approccio al fantasy e che, inevitabilmente avrebbe creato nella mia mente l’associazione “Natale = Harry Potter”.
Da allora non c’è stato anno in cui non abbia letto qualche pagina dei libri o non abbia fatto la maratona di film proprio in occasione del sopraggiungere delle festività natalizie. Ma questa è un’altra storia. L’approccio con quel libro fu ipnotico: restai (ed è proprio il caso di dirlo) letteralmente “stregato” da quella storia raccontata con una naturalezza disarmante ma magnetica, uno stile “semplice” ma “perfetto”. O almeno così lo percepì quel Luigi Pio di appena dieci anni.
Cosa mi da oggi la lettura?
Questi ricordi, inevitabilmente, hanno scavato un solco nella mia mente che, ancora oggi, provo a riempire con le cose che leggo. La lettura oggi, a distanza di giusto venti anni, è per me sinonimo di crescita, qualcosa che mi aiuta a “riempire” la mia persona e che mi arricchisce come solo un’altra cosa sa fare: la musica.
Se però mi avvicino a quest’ultima, spesso, con curiosità e voglia di migliorare il mio essere batterista, per la lettura provo una riverenza e un senso di riconoscenza per ciò che, anche solo poche pagine al giorno, sanno regalarmi.
Che si tratti di un saggio, di un romanzo, di un fumetto o di un banale articolo, la lettura mi offre una reale possibilità di crescita lenta, ambita con calma e senso di equilibrio.
Ed è proprio grazie alla lettura che, nel corso degli ultimi anni, ho imparato ancora di più il senso della parola “lentezza” e ho fortificato il concetto di “tempo al tempo”.
La lettura mi ha insegnato che tutto arriva nel momento più giusto, se solo abbiamo la pazienza di sapere aspettare. La lettura è per me soprattutto riflessione: credo che poche cose al mondo siano più belle del fermarsi di fronte a una cosa nuova e provare a inserirla nel nostro personale parco di esperienze e conoscenze. Ci sono cose che lo fanno praticamente ma, la lettura, è l’unica che invece mi permette di “imparare a usare la testa”.
Ed è proprio grazie a questa reiterata esperienza che posso affermare: “la lettura ha influenzato il mio modo di pensare e vedere il mondo“, un mondo che corre veloce (forse troppo) e che, spesso, non ci lascia il giusto tempo per permettere alle idee di decantare e diventare fertilizzante per la nostra mente.
La mia identità di persona e lettore
La mia identità di persona, oggi, è fortemente legata a quella di lettore. Difficilmente riesco a separare le due cose perché, proprio grazie alla lettura, sono cresciuto e posso dire, senza ombra di dubbio, di essere in grado di vedere il mondo con occhi diversi. Gli occhi di chi ha imparato a fermarsi e riflettere su ciò che legge. Gli occhi di chi ha deciso che la qualità è nettamente superiore alla quantità.
A volte però, come normale che sia, non riesco a leggere come e quanto vorrei: le faccende della quotidianità, il lavoro, gli affetti meritano anch’essi il giusto tempo ed è lì che mi ritorna in mente un concetto che ho imparato proprio grazie alle letture degli ultimi anni.
Le passioni non devono prendere il sopravvento e diventare ossessioni (sì, vi avevo parlato di aver vissuto in prima persona questo problema). Ma, allo stesso tempo, il richiamo della lettura, proprio quando non riesco a leggere come vorrei, mi ricorda che questa ormai non è solo un’attività ricreativa, intrattenimento ma un’esigenza della parte più profonda della mia persona. Lo strumento che mi permette realmente di sentirmi libero.
Conclusione
Negli ultimi tempi mi piace ripetere questa frase: “La possibilità di cambiare la società del futuro sarà in mano a coloro in grado di procedere con calma, fermarsi e capire cosa stanno leggendo. I lettori saranno i veri ribelli del futuro”. Lo so, forse ad alcuni potrebbe risuonare come filosofia spicciola, ma io ci credo veramente. Proprio per questo motivo credo che, oggi, leggere sia ancora più importante, in un mondo sommerso dalle distrazioni, dove l’attenzione cala sempre di più e dove diventiamo sempre meno padroni del tempo, del “nostro” tempo.
Leggere è un atto sovversivo perché ci ricorda che possiamo cambiare le cose se solo decidiamo di iniziare a farlo con calma e consapevolezza. Leggere è lo strumento che ci permette di scoprire ciò che non ci viene volutamente mostrato a vantaggio delle distrazioni. Facciamoci questa promessa, ci avviamo al periodo natalizio, regaliamo libri: permettiamo anche ad altri di allargare i propri orizzonti e di essere coscienti del mondo in cui viviamo.
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Questo articolo è lo script di un video caricato sul mio canale YouTube.